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Di Ronzoni Emmanuela
27 Marzo 2003
A tifare per l’“orrido” Saddam (Il Foglio) non sono soltanto l’ottimo Michele Serra, gli ex ragazzi del Manifesto

A tifare per l’“orrido” Saddam (Il Foglio) non sono soltanto l’ottimo Michele Serra, gli ex ragazzi del Manifesto, il missionario Giulietto Chiesa (brezneviano di Missioni Consolata) o il prete un po’ fanatico Alex Zanottelli che sta animando incontri per la “pace” come quelli organizzati nella provincia di Novara dagli amici dell’illustre ex Oscar Luigi Scalfaro. C’è grande attivismo anche tra gli intellos in salsa nera, dal filosofo francese Alain De Benoist, allo storico italiano Franco Cardini, i quali, come Luca Casarini, invitano alla mobilitazione antiamericana e a «insorgere e in modo speciale» «contro la prospettiva di rischio costituita dalla colossale base statunitense di Camp Derby in Toscana». Uno dei veicoli dello strano connubio è Arianna, casa editrice che già da un paio d’anni offre larga audience a tutte le opinioni convergenti sul chiodo fisso che dopo l’11 settembre 2001 il problema non è il terrorismo, ma il complotto sionista-americano. Collegati al reseau Voltaire dell’autore della delirante tesi dell’autoattentato Usa (Thierry Meissan, il “negazionista” parigino pubblicato dalla romana Fandango, azienda che fa un po’ l’antagonista in campo editoriale, un po’ l’americana, con Gabriele Muccino, in quello cinematografico), i saddamiti italiani fanno circolare su Internet appelli come quello di Alberto Mariantoni, per il quale «non è certo con le goliardiche e policrome sfilate pacifiste contro la guerra che si potrà impedire al più forte di essere tale» ma (dando fiato a una nota di tromba già suonata da Massimo D’Alema al Maurizio Costanzo show) «a partire dal 20 Marzo 2003 tutti coloro che nel mondo vorranno davvero rivendicare la libertà, non potranno più appellarsi al diritto. Dovranno, al contrario, assolutamente armarsi». Bisognerebbe chiedere a D’Alema se si trova d’accordo anche sulla seguente “lettura” retorica che Mariantoni dà, in Nuovi orizzonti europei, di inglesi e americani al fronte: «Le truppe anglo-americane attualmente impegnate nella criminale e sciacallesca invasione/distruzione dell’Irak, sarebbero dei “soldati”… oppure, dei “volgari delinquenti in uniforme”, dei “farabutti con i galloni”, dei “killer con lo stipendio” o dei semplici “teppisti in tenuta da combattimento?”». E allora: cercate notizie “vere”? Enrico Galoppini, arabista, autore di Il Reich e l’Afghanistan, Il fascismo e l’Islam (con introduzione di Franco Cardini), curatore del sito arab.it, “traduttore per la pace”, consiglia dal filo rosso-nero d’Arianna: «Cari amici, in questi giorni il sito www.aljazira.it propone aggiornamenti quotidiani sull’aggressione all’Irak. Visitatelo e segnalatelo ai vostri amici».

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