Una di famiglia

Di Manes Enzo
23 Agosto 2007
Quattro anni fa irrompeva nelle case degli italiani. Quattro milioni di loro l'hanno adottata. Perché 160 canali tematici fanno la tv differente

«Per quanto piccola sia, la televisione fornisce tutto lo spazio che si può desiderare», diceva Andy Warhol circa vent’anni fa. Se oggi questa affermazione non è più così vera, ovvero la televisione non è più così piccola e lo spazio è notevolmente aumentato, il merito va anche a Sky, che in quattro anni di vita è riuscita ad incollare al piccolo schermo buona parte dello Stivale. Era infatti l’anno 2003, il 31 luglio, per essere precisi, quando Sky fece irruzione nelle case degli italiani, proponendosi come un’assoluta novità nel panorama dell’offerta televisiva. Un pacchetto ricco in contenuti e canali internazionali e una formula d’offerte “prima prova, e poi decidi” grazie alle quali una neonata tv digitale vanta oggi 4 milioni e 170 mila abbonati.
E sì che le premesse non erano delle migliori. Tullio Camiglieri, responsabile della comunicazione di Sky Italia, racconta che prima dell’avvento dell’azienda di Rupert Murdoch, gli esordi della tv satellitare si erano rivelati alquanto rovinosi: «Si intravedevano aspetti positivi sia in TelePiù che in Stream, ma mancava sempre qualcosa. La varietà dell’offerta, ad esempio». Uno dei motivi per cui le famiglie si abbonano, e fanno di Sky la regina dell’intrattenimento domestico. La piattaforma digitale infatti conta ben 160 canali tematici, e per farsi un’ulteriore idea di quanto sia cresciuta negli anni, dal lancio di quel luglio di 4 anni fa hanno visto la luce 50 nuovi canali. «La nostra utenza è composta soprattutto da famiglie – aggiunge Camiglieri -. E siccome i componenti del nucleo domestico hanno varie fasce di età e interessi diversi tra loro, il bouquet palinsestuale è molto ricco. Sbaglia infatti chi collega la pay tv solo allo sport, in particolare al calcio. Certo la serie A ha un posto comodo, contornato da talk show, ma l’interesse anche per tutti gli altri sport “minori”, si sta affermando. Come il basket, la formula uno, o il rugby, di cui a settembre si disputano i Mondiali per i quali Sky ha acquistato i diritti. Questo per quanto riguarda il pubblico prettamente maschile». Le donne invece «prediligono soprattutto i canali Fox. Qualcosa che prima non c’era, ognuno con un proprio tema, e con le serie di spicco. C’è Fox, dove vanno forte i Simpsons e Lost, Fox Crime, con Csi e i suoi spin off, e Foxlife, il più sentimentale dei tre, con Desperate Housewives. Se non bastasse, ci sono anche i nuovi canali in formula +1». Una grande comodità. «Lo dovevamo ai nostri spettatori, sempre più fidelizzati rispetto al prodotto che cercano e che guardano. Difficilmente si guarda il primo serial che capita sotto “telecomando”, si cerca invece l’appuntamento. E abbiamo anche il servizio My Sky, grazie al quale è possibile registrare lo show desiderato su un hard disk e rivederlo». Venendo al pubblico dei più piccoli, Camiglieri ricorda che sono ben «undici i canali dedicati a loro. Facciamo in modo che i genitori siano tranquilli e conoscano la qualità dei programmi che mettiamo in onda per i loro figli. E se non fosse abbastanza, c’è la possibilità del parental control, opzione del decoder di bloccare la visione di certi canali».

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