Una fiera tutta da mangiare
Si è conclusa il 18 novembre a Verona la tre giorni di Agrifood, Salone dell’alimentare made in Italy. Scopo principale della rassegna offrire alle piccole e medie imprese (che rappresentano circa il 50 per cento del fatturato), una migliore “visibilità” nei confronti degli operatori della distribuzione, soprattutto estera. Innovativa la ripartizione in tre aree tematiche: Expo, classica vetrina espositiva dei prodotti; Team, fitta serie di seminari e spazi di formazione mirata su marketing, comunicazione, finanziamenti e copertura dei rischi; infine, dopo la teoria, show, momenti di sana pratica gastronomica dove, grazie alla presenza di chef d’alto rango, quello che prima si era visto negli stand viene preparato in diretta, spiegato e, finalmente, degustato. Presenti buyers da tutto il mondo con l’obiettivo di catalizzarne l’attenzione e favorirne l’incontro con le aziende espositrici. Tutto questo è finalizzato ad aumentare la quota del nostro export che, con il suo 15,2 per cento, rimane ancora inferiore alla media europea (18 per cento) e al 20 e 22 per cento di Francia e Germania. Espresso in valore assoluto, questo fatturato (16,7 miliardi) è ancora molto lontano da quei 50 miliardi di euro che si stima siano il mercato mondiale dei prodotti italiani o spacciati come tali: la sfida per le nostre aziende è conquistare quote di un mercato sviluppatosi proprio grazie alla rinomanza internazionale e alla qualità del loro lavoro, ma in mano per due terzi ad altri.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!