Per una giornata della memoria che non sia semplice tributo
Tra una settimana ricorre il Giorno della Memoria, ma questa volta sarà diversa dalle altre. L’appuntamento annuale è stato istituito recentemente per iniziativa di Furio Colombo e ha l’obiettivo di far ricordare e conoscere lo sterminio degli ebrei europei. Su quanto commesso dai nazisti durante la guerra la ricerca continua. I negazionisti affermano, senza serie pezze di appoggio, che la Shoah non sia mai avvenuta o non nella misura finora descritta. Queste farneticazioni non necessitano di risposte nuove. La ricerca su quanto avvenuto è invece preziosa perché per capire l’orrore è fondamentale conoscerne i particolari. La prossima settimana sarà diverso, sia per quanto sta succedendo oltre Chiasso, sia per quanto succede a casa nostra. In Austria, il negazionista Irving è stato incarcerato e si può discutere se la libertà di opinione debba essere, o no, limitata.
Contemporaneamente, in Iran, il presidente Ahmadinejad non solo ripropone le stesse tesi, ma si sta dotando dei mezzi, nucleari, per «portare a termine il lavoro interrotto nel 1945». Sebbene le divisioni tra le cancellerie europee non siano, per ora, così marcate come sul conflitto in Irak, ancora una volta, nella contrapposizione Irving-Ahmadinejad, l’Unione europea si mostra forte con i deboli e debole con forti. Intanto un buon segnale arriva da Milano, dove i giovani ebrei italiani dell’Ugei approfittano del Giorno della Memoria per promuovere un convegno in cui parleranno testimoni dei genocidi dimenticati.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!