Una poltrona per due

Di Lorenzo Albacete
04 Maggio 2006
l'uno è un conservatore di ferro, l'altro un autentico liberal. che però, sull'aborto, non è poi così "democrat". la sfida che tiene l'america con il fiato sospeso

Come ho già detto qualche settimana fa, gli americani hanno avuto in genere grosse difficoltà a individuare e comprendere le questioni sulle quali si sono giocate le recenti elezioni italiane. Poiché anche in America ci saranno delle importanti elezioni fra pochi mesi, ho pensato di elencare le questioni che dividono i candidati nazionali per i seggi del Senato e della Camera dei rappresentanti. A livello locale possono esserci anche altri temi, e talvolta questi ultimi risultano i più decisivi; ma questa è la lista delle questioni seguite dagli osservatori politici a livello nazionale. Ecco dunque la lista, in ordine alfabetico: aborto, ambiente, assistenza sanitaria, bilancio ed economia, controllo sulle armi, corporations, criminalità, diritti civili, droghe, educazione, energia e petrolio, famiglie e bambini, guerra e pace, immigrazione, lavoro, libero commercio, politica estera, previdenza sociale, princìpi e valori, riforma governativa, riforma fiscale, sicurezza nazionale, tecnologia, welfare e povertà. In questo momento, a quanto mi sembra, i problemi che attraggono maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica sono (sempre in ordine alfabetico): aborto, assistenza sanitaria, corporations (in particolare i profitti delle compagnie petrolifere), energia e petrolio (aumento del prezzo della benzina), guerra e pace (la guerra in Irak e la guerra contro il terrorismo), immigrazione, princìpi e valori (la questione dei gay) e sicurezza nazionale. Non che le altre questioni non siano importanti, ma queste sono quelle di cui si parla più spesso al bar e nelle trasmissioni radiofoniche.
Tenendo conto di tutto questo, la sfida più interessante, a livello nazionale, è quella per il seggio di senatore della Pennsylvania. In Pennsylvania, infatti, su tutte le materie, tranne una, gli elettori avranno una chiara possibilità di scelta fra un repubblicano conservatore (il senatore Rick Santorum, che sta anche considerando la possibilità di presentarsi come candidato alla presidenza degli Stati Uniti nel 2008) e un autentico democrat (Bob Casey Jr., figlio di uno dei più popolari governatori della Pennsylvania). Casey è un tradizionale democratico liberal, perciò è l’avversario perfettamente speculare di Santorum su tutti i temi, tranne uno. La questione su cui Casey la pensa diversamente dalla maggior parte dei democratici è l’aborto. Sia Casey che Santorum, cioè, sono risolutamente antiabortisti.

La svolta dei progressisti
È davvero stupefacente, peraltro, che Casey abbia avuto la chance di presentarsi come candidato democratico, dato che non molto tempo fa a suo padre, che aveva sostenuto Bill Clinton e il partito democratico su ogni cosa tranne l’aborto, è stato addirittura negato il permesso di parlare al congresso del partito che aveva nominato Clinton. E, a quanto pare, questo strano cambiamento di rotta da parte dei democratici non è una scelta casuale: recentemente persino il presidente del Democratic National Committee, Howard Dean, ha ammesso che i democratici non vinceranno se non daranno spazio ad antiabortisti come Casey. Di conseguenza, anche alcuni dei più impegnati sostenitori dell’aborto stanno iniziando, seppure controvoglia, ad accettarlo come loro candidato.
Sia Rick Santorum che Bob Casey Jr. sono cattolici praticanti. Insomma, non c’è da stupirsi se tutti hanno gli occhi puntati sulla Pennsylvania.

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