Una porpora preziosa
La filosofia, per colpa delle scemenze empiriste che hanno immaginato di superare il nichilismo degli idealisti con un altro nichilismo, per colpa dell’abbandono di Platone e di Aristotele, e di molti loro chiosatori degli ultimi due millenni e mezzo, è in forte ribasso. Pensano che sia un gioco a quiz, che riguardi quella sciocchezza giornalistica chiamata etica pubblica, che debba fare da advisor alla tecnica, alla politologia, alla sociologia e ad altri pseudoconcetti (come diceva don Benedetto Croce). L’unica istituzione che ne conserva il ricordo, e ne coltiva l’attualità, è la Chiesa o le chiese, che sanno come sia importante dare comunque o comunque cercare una versione approssimativa di ciò che siamo come un tutto, e non come un ammasso di cellule da laboratorio e altri strumenti del non pensiero. Certo la Chiesa vuole il trionfo della fede, ma se si allea con la filosofia contro la degenerazione belluina della scienza-regina, diventa la più preziosa istituzione del mondo. Mi faccio prete. La clonazione riproduttiva attacca il cuore di quel che siamo, il mondo pensato e ricostruito secondo una razionalità che cerca di fondarsi sul racconto, sulla letteratura dalla Bibbia in giù, sull’arte e, scusate la parola, sull’amore cieco.
I genitori di Eva? Diamogli il bando, subito.
Giuliano Ferrara,
Panorama, 30.01.03
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