Una speranza al Vietnam

Di Bottarelli Mauro
16 Marzo 2006

L’Islamic Defender Front, movimento indonesiano composto da fondamentalisti islamici, ha chiuso con la forza una chiesa cattolica ‘domestica’ a Sumedang di Garut, circa 350 chilometri dalla capitale Jakarta, ed ha intimato ai fedeli locali di «non cercare un altro luogo dove professare la fede». Gli assalitori hanno chiesto un milione di rupie indonesiane (100 dollari) come tangente per non riportare alla stampa il caso di «cattolici locali che infrangono la legge».
La polizia cinese ha arrestato tre dirigenti di una Chiesa protestante ufficiale dell’Henan perché «dediti ad un culto malvagio ed illegale». Uno di loro, il pastore Liu Tuanjie, è stato rilasciato poco dopo l’arresto solo grazie al pagamento di una multa di tre mila yuan (circa 300 euro) da parte della famiglia. Lo denuncia la China Aid Association (Caa), un’organizzazione non governativa con base negli Stati Uniti che opera per la libertà religiosa in Cina.
L’onestà dell’impegno della Chiesa vietnamita per i disabili supera anche i controlli governativi e permette ogni anno a centinaia di bambini di ottenere un’istruzione che li potrà strappare dalla miseria. è il caso del Centro della compassione per i bambini disabili della provincia di Hon Dat. Al momento vi sono circa 100 bambini che studiano materie diverse.

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