Una stagione all’insegna del calcio (in quel posto)
La metafora del campionato appena cominciato è nel calcio in culo di Silvio Baldini, allenatore del Catania, a Domenico Di Carlo, allenatore del Parma. È un campionato dove di calci ne voleranno molti, sia reali che metaforici. Il calcio, inteso come sport, come gioco, non è più quello di una volta, è un ibrido, una bestiaccia strana. Sempre meglio della Coppa America, comunque. Si gioca alle tre del pomeriggio ad agosto perché così hanno voluto le società per incassare più quattrini per pagare di più i calciatori che ora si lamentano perché fa caldo. Tutti vorremmo avere di più e dare di meno. Donadoni voleva cominciare addirittura il 19 agosto, figuriamoci. La serie B orfana di Juventus, Genoa e Napoli vorrebbe più soldi e minaccia uno sciopero. Pure Bossi lo minaccia, mentre Prodi minaccia di rimanere ancora al governo e Berlusconi, invaghitosi della ragazzina dai capelli rossi (ci siamo passati tutti, da Charlie Brown in poi), registra il marchio di un nuovo partito. Non se ne sentiva la mancanza, Cavaliere. Tutti vogliono prendere e non dare nulla. E allora meno male che c’è il Massimo Moratti che ha appena rinnovato il contratto a Recoba. Io glielo avevo scritto, al Chino, di levare le tende. Mancini non lo può vedere. Moratti non può vedere Mancini. Risultato: Adriano e Recoba sono ancora lì. Dio, grazie per aver creato l’Inter. Qualcosa da scrivere, alla fine, lo troveremo anche quest’anno.
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