Un’anatra per insegnante
Con “La scuola raccontata al mio cane”, Paola Mastrocola rivelò l’anno passato al mondo in che stato versino le aule italiane. Qualcuno disse che era una visione troppo negativa. Anche al cuore di “Una barca nel bosco” c’è un buco di disperazione («Nessuno ha la vita che vorrebbe. Perché non c’è nessuno capace di leggerci dentro la testa. Oppure è capace, ma se ne sbatte di quel che ha letto»). Lei, in realtà, non è così. Nonostante tutto continua a voler bene alla sua letteratura, alle parole, agli studenti a cui cerca di farle amare.
E oggi è tornata in libreria con una favola. Lieve, ironica, surreale ma non troppo: la storia di un’anatra caduta pulcino da un camion accanto a una pantofola, che ha preso per sua madre. Non sa chi è. Nessuno sa chi è, se non trova qualcuno che glielo dice. E nessuno sa chi è, finché non trova qualcuno che gli vuole bene. E, dopo avere incontrato castori ingegneri che costruiscono dighe e non sanno perché, pipistrelli d’affari che si spartiscono poltrone e non sanno perché, anatre e anatri snob che frequentano circoli esclusivi e neppure si chiedono perché, anche la nostra anatra troverà qualcuno che le vuole bene, e con questo un posto nel mondo. Avercene, di insegnanti così.
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