«Un’inchiesta che parla da sola»

Di Bottarelli Mauro
13 Maggio 2004
El Mundo è il secondo quotidiano di Spagna per diffusione, preceduto soltanto da El Pais

El Mundo è il secondo quotidiano di Spagna per diffusione, preceduto soltanto da El Pais, corazzata del gruppo Ser, praticamente l’editoriale l’Espresso dei media iberici. Come quest’ultimo è dichiaratamente connotato a sinistra, quasi organico alla politica del Psoe, El Mundo si caratterizza da sempre per l’indipendenza delle opinioni e per un giornalismo di inchiesta spesso superiore per qualità a quello britannico o statunitense. E che, soprattutto, non ha in questi ultimi anni risparmiato attacchi anche violenti all’amministrazione Aznar. L’uomo che ha fatto sobbalzare sulla sedia mezzo mondo politico spagnolo con il suo dossier sull’11 marzo è Fernando Mùgica, che raggiunto telefonicamente da Tempi nella redazione madrilena del quotidiano fa professione di umiltà: «Scusate, non è un vezzo da primadonna, ma sul mio lavoro non ho rilasciato interviste a nessuno, né in Spagna né all’estero. E poi penso che la mia inchiesta parli da sé: sono fatti, retroscena ai quali un mio eventuale intervento non aggiungerebbe nulla». A parlare è invece Antonio Rubio, anche lui giornalista di El Mundo e attivo sul fronte della ricostruzione dei fatti dell’11 marzo, soprattutto per quanto riguarda le questioni dell’intelligence interna. «Il nostro lavoro è stato accolto per quello che è: un’inchiesta che racconta fatti senza la pretesa di dare seconde o terze letture all’avvenimento. Ognuno, leggendo, può trarre le conclusioni che ritiene più giuste, il nostro compito è quello di informare, non di emettere sentenze. Non so, ad oggi, se ci siano responsabilità di altri oltre a quelle dei terroristi islamici per la strage dell’11 marzo, una cosa però so per certo: pur prendendo atto della gravità di alcune cose accadute nell’immediata vigilia del voto, il nostro lavoro non rappresenta una “mozione di sfiducia” per il premier. Per quanto mi riguarda il governo Zapatero è pienamente legittimo, visto che gli spagnoli hanno votato per lui. Penso che la commissione d’inchiesta potrebbe fare piena luce sull’accaduto, ovviamente bisogna che venga posta nelle condizioni migliori per lavorare: se queste verranno garantite, probabilmente avremo la verità. Ma questo è il compito della politica». Azzardiamo una provocazione: l’ex direttore generale della polizia, Agustin Diaz de Mera, ha candidamente ammesso che, a suo modo di vedere, «è possibile che qualche agente di polizia sleale abbia passato informazioni riservate al Psoe». Cosa pensi al riguardo? «L’umanità intera è sleale, purtroppo», la risposta che gela ogni prurito moralistico.

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