Uniscili coi Dico, separali dal nemico
Mio caro Malacoda, scusa la lezioncina di ripasso, ma ultimamente stai perdendo colpi. Il nostro compito è dividere, ma per dividere a volte bisogna unire ciò che è diviso. So che i paradossi sono pane quotidiano del nostro Nemico, ed è proprio per questo che devi imparare a comprenderne la logica. Cercherò di essere più preciso. In natura esistono delle cose distinte che tendono all’unità, ad esempio l’uomo e la donna. Per il Nostro Nemico l’uomo è una cosa e la donna è un’altra. (Anzi, per il Nostro Nemico né l’uomo né la donna sono “cose”, ma questa è una trappola del linguaggio e anche un altro discorso.) Essendo diversi aspirano a diventare una cosa (di nuovo) sola, addirittura una “carne sola”. L’hanno chiamata famiglia. Funziona da millenni. Ora ci siamo messi in testa di scardinarla, ma per scardinare una cosa bisogna tagliarne le radici, il principio generatore. Non basta mostrarne tutte le incoerenze, gli errori, gli orrori. Sì, quelli colpiscono l’immaginazione, ma non recidono definitivamente il desiderio, non c’è brutta possibilità che trattenga gli uomini e le donne dal volersi sposare. Ti sembro ottimista? Vedrai sabato in piazza San Giovanni a Roma, tu confondi sempre la realtà con la rappresentazione che ne danno i giornali. Ma lascia stare i numeri, non devo farmi trascinare da te sul terreno sociologico; finché ci sarà un uomo che vorrà sposare una donna, e una donna che vorrà sposare un uomo, l’idea che due diversi possono diventare uno per sempre farà proseliti. Per sconfiggerla dobbiamo dapprima insinuare il principio che i due, in realtà, non sono diversi, che la diversità sessuale non è un dato di natura ma una scelta del singolo, che ciò che sembra chiaramente distinto in realtà è indifferente.
L’argomentazione è la stessa che usiamo per gli embrioni congelati: uno è figlio quando viene accettato e riconosciuto come tale, quando viene amato e voluto (sono tutte parole che fanno molta breccia fra i seguaci del Nostro Nemico). Così uno è uomo o donna quando si riconosce tale, quando accetta se stesso per come si sente e percepisce, non per quello che è. Per scardinare la famiglia, insomma, non basta attaccare la forma dell’istituzione giuridica, devi attaccare la concezione di essere umano sulla quale si fonda. Ti dirò di più: devi attaccare direttamente il Nemico. Perché, in sua assenza, il nostro ragionamento non può trovare opposizione: o l’essere umano è definito dalle sue premesse biologiche (chiamale padre e madre, genitore A e genitore B, fa’ come ti pare) e allora appartiene loro finché queste non decidono di concedergli autonomia, e a quel punto sarà lui che decide cos’è (ad esempio uomo o donna); oppure l’essere umano non è tutto in quelle premesse, la sua origine è un altra, il suo seme è di un altro seminatore, e in questo caso né i suoi genitori né lui possono decidere della sua natura.
È l’eterna alternativa tra la religiosità e il potere, tra il legame che fa vivere e quello che schiavizza. Tu devi sciogliere il primo e unire il secondo. Dividere l’unità originaria e annodare quella convenzionale. Insomma, i Dico non sono un attacco alla famiglia, ma una manipolazione dell’uomo. Tu non l’avevi capito, i nostri nemici, purtroppo, sì.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!