Il grande affresco di “Killers of the Flower Moon”, due storie di viaggio (una riuscita e l’altra meno), l’inarrivabile trash sudatissimo del “Macellaio”. Le recensioni della settimana
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Killers of the Flower Moon ★★★★
Di Martin Scorsese
Dove vederlo: al cinema
Grande cinema per dimensioni (200 minuti!) e ambizioni. È un affresco storico dove le ossessioni scorsesiane sono ben riconoscibili: la cura e precisione formale si accompagna al consueto racconto di una lunga, inesorabile discesa agli inferi. Cast eccezionale, così come tutto il comparto tecnico. È certo un grande affresco. Assai complesso, simile al meno riuscito e ugualmente ambizioso Gangs of New York. Tanti generi e racconti in uno: il grottesco, il melodramma, il grande, monumentale omaggio al cinema classico delle ultime due ore. La prima ora è un po’ statica e il ritmo ne risente, ma è un grande film da vedere rigorosamente al cinema.