Uomini e no

Di Justin Mc Leod
09 Settembre 2004
Chissà cosa diranno gli insegnanti ai loro ragazzi, di fronte alle immagini terribili dei bambini di Beslan

Chissà cosa diranno gli insegnanti ai loro ragazzi, di fronte alle immagini terribili dei bambini di Beslan. Non è difficile da immaginare. I più daranno la colpa all’Occidente: il terrorismo è un prodotto dell’imperialismo (russo, americano, poco importa: si fa di ogni erba un fascio). Pochi altri diranno che è tutta colpa dell’islam: musulmani, fondamentalisti, terroristi sono tutti sinonimi. Qualcuno, più acutamente, ha tirato in ballo l’ideologia: il moltiplicatore dell’orrore che permette di ignorare il volto umano di chi si ha di fronte in nome di un progetto culturale e politico. È giusto, ma non basta.
Occorre insegnare ai ragazzi che l’idea di “persona” è entrata nel mondo solo con la tradizione giudaico-cristiana. È un fatto storico, lo riconosce anche una laica come Oriana Fallaci. Nella raffinata Cina le figlie femmine vengono annegate. Nella raffinatissima India le vedove vengono bruciate sulla pira funebre del marito. Nella civilissima Roma il pater familias ha diritto di vita e di morte su moglie e figli. Non parliamo poi degli stranieri. Scrive Alain Finkielkraut all’inizio del suo bellissimo “L’umanità perduta”: «L’idea che tutti i popoli del mondo formino una sola umanità non è consustanziale al genere umano. Per vaste frazioni della specie umana e per decine di millenni l’umanità cessa alle frontiere della tribù, del gruppo linguistico, talvolta persino del villaggio; a tal punto che molte popolazioni si autodesignano con un nome che significa gli “uomini”, sottintendendo così che le altre tribù siano tutt’al più composte di “cattivi”, di “malvagi”, di “scimmie terrestri” o di “pidocchi”». Schiacciare pidocchi non è peccato.
«Non c’è più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna»: a noi, figli di duemila anni di cristianesimo, sembra ovvio. Ma l’affermazione di san Paolo fa saltare la triplice esclusione (stranieri, schiavi, donne) su cui si fondano tutte le altre civiltà. Quando nel 390 l’imperatore Teodosio fa massacrare migliaia di abitanti di Tessalonica la sua azione è normale. Quando Ambrogio vescovo di Milano gli impone la pubblica penitenza dei peccatori dà inizio a una civiltà nuova.

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