UOMINI E TOPI A BARCELLONA

Di Lenzi Massimiliano
20 Gennaio 2005

Barcellona, 1 marzo 2005: il Centro di Medicina Rigenerativa del capoluogo catalano presenta «un progetto di ricerca sulle cellule staminali embrionali che prevede la clonazione terapeutica e la creazione di embrioni ibridi di topi e umani». È il passo senza ritorno, non il primo, verso la clonazione dell’uomo a scopo terapeutico. Creare per curare, in nome della scienza.
Per ora l’iniziativa del Centro di Barcellona rappresenta soltanto un programma di lavoro ma potrebbe diventare, già in primavera, materia per i legislatori. Da tempo, infatti, il governo zapaterista ha annunciato il varo di una legge sulla biomedicina entro il maggio del 2005. I socialisti vogliono cambiare la legge, varata nel 2003, dal governo Popolare di José Maria Aznar. I punti centrali nel mirino della maggioranza di sinistra sono: 1) autorizzare la scelta del sesso del nascituro in caso di eventuali malattie ereditarie; 2) consentire la ricerca anche sui soprannumerari prodotti dopo l’entrata in vigore della legge del 2003; 3) eliminare il limite sul numero (attualmente fissato in tre) di embrioni da fecondare e impiantare.
Zapatero lo ha ripetuto più volte, prima e dopo la sua vittoria elettorale del marzo 2004: «Io appoggerei la ricerca con le cellule staminali embrionali e mi opporrei alle guerre ingiuste in cui muoiono persone innocenti».

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