Uso politico della giustizia? Illazioni di menti raffinatissime

Di Lodovico Festa
08 Novembre 2001
«Federico Stella, capo del collegio di difesa degli imputati del Petrolchimico di Marghera, avrà certamente dormito bene la notte scorsa, ha appena vinto un processo esemplare», scrive così Rina Gagliardi su Liberazione.

«Federico Stella, capo del collegio di difesa degli imputati del Petrolchimico di Marghera, avrà certamente dormito bene la notte scorsa, ha appena vinto un processo esemplare», scrive così Rina Gagliardi su Liberazione. Appena un tono sotto (ma si sa, lui per natura è sempre secondino) Nando Dalla Chiesa sull’Unità: «Imputati eccellenti, avvocati eccellenti». Ma Stella non era uno degli eroici co-protagonisti di Mani Pulite? Sic transit gloria mundi. *** «Trovo addirittura volgare che qualcuno parli già di una mia discesa in politica», dice Giuseppe Gennaro alla Stampa. Deve ancora discendere? C’era parso che fosse già disceso abbastanza. *** «Non bisognerebbe esagerare», così Enzo Biagi conclude un suo articolo sul Corriere della Sera. Il milionesimo in cui se la prende col Berlusca. *** «Se il terrorismo deve essere sconfitto, il mondo dell’islam deve assumere quei principi umanistico-secolari sui quali è basata la modernità e senza i quali la libertà dei paesi musulmani resterà un sogno lontano», scrive Salman Rushdie sul Guardian. Ci vorrebbe un’altra fatwa contro questo schifoso berlusconiano. *** «Tutto il mondo civile è insorto contro la legge approvata dal Parlamento italiano sulle rogatorie», scrive Paolo Sylos Labini su Repubblica. Il mondo civile è insorto? Il povero Sylos, magnifico analista della società e dello sviluppo italiani, è come il vecchio professore protagonista dell’Angelo Azzurro, ridotto a fare chicchirichì nei night club. Il professor Unrath era finito così per amore della Dietrich, lui per odio del Berlusca. *** «Non conosco giornalisti adoranti», scrive Gian Carlo Caselli sull’Unità. Verissimo com’è vero quello che scrive Pietro Folena sul Manifesto: «Io non sono assolutamente su posizioni forcaiole». O quello che dice Luca Tescaroli su Liberazione: «A me non risulta che vi sia mai stato un uso politico della giustizia». Chissà come si sono diffusi dei dubbi sulle “verità” or ora riportate. Sarà stato il lavorio di menti raffinatissime. *** «L’aggressione imperiale bonapartista portò la dialettica di Hegel, la musica di Wagner, la destra e la sinistra hegeliana», così Paolo Guzzanti indica alcuni nemici della libertà sul Giornale. Ma si potrà manifestare il 10 novembre anche se si è, non dico wagneriani, ma un pochino hegeliani (magari di centro)?

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