Vacanze coi giornali.

Di Tempi
02 Agosto 2007
In ferie godetevi lo show partitodemocratico mentre il paese finisce in discarica

Se si stesse bene attenti a non inciampare nei sudori estivi dei grandi media, fatti di sinecura sodomita e varia umanità partitodemocratica (onde dare parvenza di spettacolo nazionale alla gara tutta romanocentrica tra il cinema Veltroni, lo studio tecnico Letta e il viale del tramonto pannelliano, con pianificazione pubblicitaria garantita fino al 14 ottobre, e sai che allegria), il mondo degli italiani in vacanza ci apparirebbe per quello che è: pieno di gente normale che si rilassa. Almeno a ferragosto ci sono le ferie per tutti. Chi in un altrove geografico, chi a casa propria. Insomma, l’Italia in vacanza è simpatica e attraente. E non sarà l’informazione confindustrial-veltroniana a rovinarcene la visione con le sue tristi storielle di Rignano e le altre divagazioni gay-oriented (così, solo perché adesso che deve mollare l’endorsement per Prodi, la casta dei Gian Antonio Stella mica può fare inchieste sugli esiti spazzatura, dalla Campania a Peschici, di un governo che ci dà speranza anche solo guardando la faccia allegra del boss). E vabbè, siamo in vacanza, è bello nutrire indifferenza per il tormentone Napolitano-educatore-civico-su-Fiat-500, prendersi la pazienza necessaria per leggere i romanzi di Capote e di McCarthy, evitare l’ambientalismo vudu di Piero Angela e della sinistra de noantri. E attendere con pazienza il giorno in cui ci faranno finalmente votare per mandarci Prodi, in vacanza.

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