Vado a vivere nei secoli bui

Di Tempi
19 Aprile 2001
Vi siete mai chiesti come mai il medioevo ispiri continuamente libri, film, cartoni, tutti con una certa immagine di quell’epoca: castelli diroccati, bui, o massici e svettanti, anche paesaggi, chiese di guglie gotiche, vestiti semplici e sontuosi, uno scopo da raggiungere!

Vi siete mai chiesti come mai il medioevo ispiri continuamente libri, film, cartoni, tutti con una certa immagine di quell’epoca: castelli diroccati, bui, o massici e svettanti, anche paesaggi, chiese di guglie gotiche, vestiti semplici e sontuosi, uno scopo da raggiungere! Vorrei suggerire la semplice risposta data da mio figlio dalla sua classe, quando in quarta elementare studiarono il medioevo. La maestra aveva spiegato i “secoli bui” nella maniera più classica: guerre, pestilenze, carestie, servi-schiavi, tutto studiato su uno di quei libri di testo politicamente corretti, fatti da gente che non tiene assolutamente conto di documenti storici, archivi, fatti, monumenti. Certo, mio figlio aveva visto e conosciuto la cattedrale di Chertres, le ardite volte di Notre Dame, le mura di città medioevali della Provenza, le strade lunghe migliaia di chilometri su cui principi, mugnai, servi, contadini, cavalieri, si avventuravano per raggiungere Gerusalemme, Santiago de Compostela, la Cina, o semplicemente le fiere nei vari paesi d’europa, pur non sapendo se sarebbero tornati, per la lunghezza del viaggio, le malattie, i briganti, i pericoli. Alla fine dell’anno la maestra chiede ai bambini in quale periodo storico avrebbero voluto vivere e la quasi totalità: nel Medioevo. Perché? «Perché lì sì che la vita è una vera avventura!»

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