V’attimo fuggente
L’intellettuale...
L’intellettuale…
È infelice quest’uomo, e rende infelici gli altri; non ama i propri fratelli, neanche le persone che più gli sono vicine, ma solo le più remote.
La sorte di un negro in un paese lontano, di un coolie cinese, di un operaio degli Urali, gli causa una fitta di sofferenza morale più acuta che non le disavventure del vicino o i guai della moglie. Erano uomini che potevano sognare; non governare. Rovinavano la propria vita e quella degli altri; erano dissennati, deboli, futili, isterici.
Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura russa, a cura di Fredson Browers, Garzanti, 1994
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