Veltroni: «C’è bisogno di un leader che non rinegozi sempre dieci volte le sue decisioni». Nove?

´ «Berlusconi è il nemico degli italiani perbene», dice Furio Colombo al Corriere della Sera (16 luglio).
Perbenismo: sulle orme del compagno Stalin la classe operaia è invitata a raccogliere la bandiera lasciata cadere nel fango dalle madamin della Tazzetta benefica.
´ «Non si può mica scioperare perché una riforma è mediocre», dice Nello Rossi alla Stampa (15 luglio).
Dura divisione tra i magistrati: c’è chi vuole esercitare liberamente un potere arrogante e autoreferenziale, e chi invece lo vorrebbe anche strafottente.
´ «Altro che classe dirigente del Partito democratico, la Finocchiaro e Latorre la democrazia non sanno neanche dove sta di casa», dice Roberto Manzione alla Stampa (15 luglio).
La Finocchiaro non stupisce, è la solita toga rossa. Ma Latorre, come è possibile? Consorte non gli ha telefonato niente sulla democrazia?
´ «C’è bisogno di un leader che non sia costretto a rinegoziare dieci volte le sue decisioni», dice Walter Veltroni a Repubblica (22 luglio).
Nove?
´ «Io metto a disposizione le risorse possibili, perché così si tiene conto dello sviluppo di lungo periodo del paese», dice Romano Prodi al Corriere della Sera (15 luglio).
Così straparlò Prodathustra.

´ «In questo momento la politica del centrosinistra è estremista nei toni e dorotea nella sostanza, l’esatto contrario di quello che chiedono i cattolici», dice Giorgio Tonini al Corriere della Sera (14 luglio).
I cattolici vogliono un centrosinistra doreteo nei toni ed estremista nella sostanza?
´ «Il mio gestaccio non era rivolto a lei», dice Goffredo Bettini al Corriere della Sera (14 luglio).
Bettini, il ventre duro del ciarlo-veltronismo.
´ «Vorrei vedere lei tenere a bada 25 ragazzini scatenati», dice Luigi Angeletti al Corriere della Sera (17 luglio).
No, non sta parlando del direttivo della Uil, ma di un’aula di un asilo nido.
´ «Cerco di essere una persona seria», dice Barbara Pollastrini al Corriere della Sera (15 luglio).
Perché non si propone obiettivi meno ambiziosi?
´ «Una disciplina di partito senza partiti che “ha processato” – per così dire – Bordon e Manzione», dice Baron de la Brède sul Riformista (18 luglio).
Tutto può avvenire nell’era del culto dell’impersonalità di Walter Veltroni.
´ «La sfida è proprio quella di non essere retorici quindi veltroniani», dice Edmondo Berselli alla Stampa (18 luglio).
La politica sta creando tutta una serie di sinonimi. Non essere veltroniano, si intimerà allo zio generale che esagera in patriottismo. Dai, non fare il prodiano si dirà al nonno maligno e bollito. Su non essere fassiniano, si sgriderà così il nipotino che sta facendo male i compiti.
´ «Una presenza, se vogliamo ascoltare i detrattori interessati interni ed esterni al centrosinistra, destinata a restare semplicemente ornamentale», dice Giorgio Merlo sul Riformista (18 luglio).
Dare alla Bindi di presenza ornamentale, è sicuramente originale.
´ «Fausto Bertinotti “sfonda” tra i navigatori di “Repubblica.it”», dice Angelo Mauro su Liberazione (18 luglio).
Bertinotti va alla grande sul sito repubbliconico. Qualche difficoltà, invece, nel consiglio politico nazionale del Prc.
´ «Le donne, salvo poche con un forte senso della dignità personale, si spogliano sempre di più», dice Dacia Maraini sul Corriere della Sera (17 luglio).
E anche quelle con forte senso della dignità personale, quando devono fare la doccia, cedono. Non ci sono più quei bei camicioni da bagno di una volta.
´ «Siamo di fronte a una fuga di notizie per finalità politiche, un fatto inaccettabile: non è la prima volta che succede né è la prima volta a Milano», dice Luciano Violante alla Stampa (22 luglio).
è un periodo di scoperte sconvolgenti per l’ex pm, dirigente diessino. Ha appena saputo anche che i bambini non nascono sotto i cavoli.
´ «Sono dipietrista mio malgrado», dice Michele Ainis al Corriere della Sera (23 luglio).
Ed è una malattia curabile?

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