Veltroni e Mussi hanno finalmente trovato un comune obiettivo: «Disarmare le potenze mondiali»
´ «La Confindustria riunisce i suoi organi», dice Alfonso Gianni al Riformista (4 settembre).
Dov’è che riunisce questi organi? Su uno yacht? E li espone anche?
´ «C’è tra le persone di sinistra la virtuosa ma inconcludente abitudine di spostare l’analisi sempre di parecchi palmi più in là», dice Michele Serra sulla Repubblica (2 settembre).
Serra è uno dei pochi a riuscire anche a scrivere con il birignao.
´ «La prostituzione va regolata, sono favorevole alle cooperative», dice Cesare Damiano alla Stampa (2 settembre).
Ma è mai possibile che da Bersani a Latorre a Damiano, dalla Bnl alle aspirine alle puttane, l’unica soluzione per i diessini siano sempre e solo le cooperative?
´ «La masturbazione? Gesto anarchico», dice Paolo Franchi al Corriere della Sera (1 settembre).
Si tratta del Paolo Franchi regista, per quello giornalista, invece, la masturbazione è un gesto riformista.
´ «Questa ossessione per i lavavetri, i writers, le prostitute; si iscrive in un ciclo di costruzione delle notizie tipico dell’estate», dice Marco Binotto a Liberazione (5 settembre).
Poi vengono le notizie autunno-inverno.
´ «Massimo D’Alema ritorna sull’incandescente dossier. E lo fa in un’occasione politicamente significativa e diplomaticamente prestigiosa», dice Umberto De Giovannangeli sull’Unità (5 settembre).
Il culto della personalità non è più molto di moda: se ne trovano ancora poche tracce in Uzbekistan, in qualche altro “stan” centroasiatico, in alcuni ambienti filoputiniani e in qualche articolo di Umberto De Giovannangeli.
´ «Per capire chi è dalla parte del popolo e chi no, basta guardare l’orario scelto a Firenze per la manifestazione in favore dei lavavetri: mentre in tv c’era Milan-Fiorentina», dice un corsivo non firmato su Europa (5 settembre).
E i partecipanti al corteo non avevano neanche tutti quei pallini neri sui mocassini che i veri fiorentini ritengono oggi imprescindibili.
´ «Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che la nostra scelta è sostenere le forze che si battono per la pace», dice Massimo D’Alema al Corriere della Sera (4 settembre).
Sì, un bell’appoggio per forze come Hamas che per la pace sono pronte a sacrificare finanche l’ultimo ebreo.
´ «Se volete la comunicazione, andate su internet», dice Tommaso Padoa-Schioppa a Europa (7 settembre).
www.fregaturedelgoverno.it
´ «Ero constantemente informato per telefono», dice Lorenzo Domenici alla Repubblica (3 settembre).
È un po’ un vizietto dei dalemiani come Domenici, questo di essere constantemente informati per telefono.
´ «Il disarmo delle potenze mondiali», dice Walter Veltroni al Corriere della Sera (2 settembre).
Lui e Mussi hanno finalmente trovato un obiettivo intermedio su cui concordare.
´ «Abbiamo pensato molto ai giovani», dice Guglielmo Epifani al Corriere della Sera (2 settembre).
E mentre lo facevano, ridacchiavano, dicendosi: «Li abbiamo fregati di nuovo»?
´ «Non parteciperemo mai a manifestazioni che siano contro il governo. Sarebbe ridicolo», dice Alfonso Pecoraro Scanio alla Repubblica (1 settembre).
Che la paura del ridicolo blocchi l’iniziativa di Pecoraro, è una bella novità.
´ «Solo a 16 anni magari ci tenevo a mostrarmi in un certo modo poi ho capito che la libertà stava nel sentirsi bene così come si è», dice Margherita Hack alla Repubblica (1 settembre).
Forse, però, a un certo punto, ha esagerato a sentirsi bene.
´ «Tragedie e sofferenze comuni che avevano creato un senso comune», dice Ermanno Olmi sulla Repubblica (1 settembre).
È la mancanza della guerra quel che frega il cinema italiano.
´ «Prodi galleggia sulle turbolenze», dice Gad Lerner sulla Repubblica (1 settembre).
Sono metafore a rischio quelle su che cosa riesce o non riesce a galleggiare.
´ «Io come Mosè», dice Piero Fassino al Manifesto (1 settembre).
Ma quello sempre ubriaco non era Noè?
´ «E a Mastella devo chiedere il permesso anche per mandare mio figlio alla manifestazione?», dice Franco Giordano a Repubblica (3 settembre).
No, per il permesso al figlio, si rivolga a Fioroni.
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