Verso il baratro
La morte di Arafat
11 novembre 2004
Israele uccide lo sceicco Yassin, leader spirituale
di Hamas. Sharon presenta il suo piano unilaterale di disimpegno da Gaza, mentre dentro l’Anp si consuma la battaglia sulla riforma delle forze di sicurezza. Gravemente malato Arafat viene trasferito
in un ospedale di Parigi, dove morirà l’11 novembre. Mahmoud Abbas (Abu Mazen)
è il suo successore.
Israele lascia Gaza
Agosto 2005
Abu Mazen ottiene una tregua con Hamas e Jihad islamico e firma un cessate il fuoco con il premier israeliano Sharon sul Mar Rosso. Sharon completa il piano di ritiro da Gaza.
Hamas al potere
26 gennaio 2006
Al Fatah, il movimento fondato da Arafat, sconta anni di malgoverno e corruzione e viene battuto alle elezioni parlamentari dagli estremisti di Hamas che non riconoscono Israele. La presenza di Hamas nella lista nera dei terroristi di Unione Europea e Stati Uniti blocca i flussi di denaro nelle casse dell’Anp, mettendo a dura prova il popolo palestinese.
Governo di unità
Marzo 2007
Dopo mesi di lotte, in gran parte per l’annosa questione della gestione della sicurezza, Hamas e al Fatah formano un governo di unità nazionale guidato da Ismail Haniyeh.
Senza controllo
1 maggio 2007
Il ministro dell’Interno Kawasmeh si dimette per via del deterioramento delle condizioni di sicurezza nei territori, nonostanze le insistenze del premier Haniyeh.
Gaza a ferro e fuoco
Maggio 2007
La situazione precipita rapidamente: in tre giorni almeno 38 persone muoiono negli scontri tra le milizie degli estremisti di Hamas e quelle fedeli al presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen. Nell’instabilità generale riprendono anche i lanci di razzi contro la cittadina di Sderot, al confine con Gaza. Israele risponde con raid aerei e carri armati al ferimento di quattro connazionali.
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