Vini di ghiaccio dalle regioni fredde per una tavola calda

Di Alciati Piero
14 Dicembre 2006

Ho sentito di un vino di datteri che potrebbe essere l’abbinamento tradizionale, dato che intorno al 3000 a.C. il succo utilizzato per la fermentazione era ricavato dai datteri, molto abbondanti nella zona mesopotamica. Il vino di datteri, in confronto a quello proveniente da altri frutti zuccherini, raggiungeva una gradazione alcolica più alta e si poteva conservare più a lungo, ma non avendone mai avuto un assaggio, posso consigliarvi un vino come il Riesling dei paesi freddi, d’Austria e di Germania, per le preparazioni salate. O anche un “vino di ghiaccio”, vendemmiato dopo le prime gelate notturne, concentrato per disidratazione interna e che potrebbe andar bene anche sul carpaccio, purché non sia troppo dolce. Altrimenti più rassicurante sarebbe un abbinamento con la Petite Arvine, vitigno autoctono della cantina delle Cretes in Valle d’Aosta che lega ed esalta il nostro spada crudo e marinato.

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