Vino rosso col pesce non è tabù
È caduto un tabù: il vino rosso va bene anche col pesce. Un tempo, anche grazie alle lezioni dei sommelier (un saluto al grande Jean Valenti che fu tra i fondatori dell’Ais), si seguiva un certo bon ton degli accostamenti per cui mai e poi mai un padrone di casa avrebbe accostato il vino rosso col pesce. Ed il Barolo veniva aperto solo verso la fine del pasto accanto ad un’improbabile sella di lepre. L’altra sera ad una tavola colta, ospiti del grande libraio antiquario torinese Roberto Cena, l’ottima coda di rospo al forno cucinata dalla moglie Elsi ha visto, da parte dei commensali (tra cui il presidente della Regione Enzo Ghigo e della Camera di Commercio Giuseppe Pichetto) l’assoluta preferenza di un Sangiovese importante. Detto questo, che è un episodio che comunque indica una tendenza in atto non solo in Italia, merita che decada un altro tabù, che è quello di preferire un buon vino rosso frizzante, magari rinfrescato, prima d’essere servito. Con la pasta al pomodoro e pecorino, anzi con le paste in genere, pizza compresa, è un toccasana di gusto e gradevolezza. Provare per credere la Bonarda dell’Oltrepò “frizzante” scura e profumata, vicace e cremosa che produce Riccardo Albani a Casteggio (tel. 0383/83622), lasciando intorno ed in bocca una caratteristica nuance di mora. (massolon@tin.it)
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