Visco dice che «c’è il massimo rispetto per imprese e autonomi». Voleva dire “dispetto”? È un refuso?

´ «Altro che tacchi a spillo. Non potrei più permettermeli», dice Miguel Bosé al Corriere della sera (16 giugno).
E allora, niente circoli della libertà per Bosé.
´ «Lo scalone lo devono abolire e basta dove prendono i soldi, francamente, non me ne frega nulla», dice Guglielmo Epifani al Corriere della Sera (16 giugno).
Trattasi di concertazione.
´ «Ha il genio della complessità superflua», dice Giovanni Sartori sul Corriere della Sera, riferendosi a Prodi (16 giugno).
Complesso non sappiamo. Superfluo è superfluo.
´ «François Hollande non è più il mio compagno, gli ho chiesto di andare via di casa e di viversi la sua storia sentimentale, ormai esposta su libri e giornali, per conto suo», dice Ségolène Royal al Corriere della Sera (18 giugno).
Daniela è meglio: almeno non cerca di fregare al suo ex compagno Gianfranco il posto di lavoro.
´ «La destra ha trovato un collante nel tentativo di imbrigliare la macchina giudiziaria», dice Gian Carlo Caselli al Corriere della Sera (18 giugno).
A noi era sembrato giusto giusto il contrario; che la macchina giudiziaria avesse trovato un collante nel tentativo di imbrigliare la destra.
´ «Spinge la delusione operaia in braccio alla rabbia del gioiellere», dice Giorgio Cremaschi a Liberazione (20 giugno).
È sempre più evidente che è meglio essere guidati da un gioielliere che da un sindacalista, sulla base del principio che è meglio trasformare la merda in oro che viceversa.
´ «Non sono accusabile di non essere veltroniano», dice Giulio Santagata alla Repubblica (23 giugno).
Che condanne ci sono per non essere veltroniani? Se ne occupano i pm di Roma o quelli terribili di Milano?
´ «Tutti i partiti si mettano intorno a un tavolo e facciano seriamente le riforme», dice Luca Cordero di Montezemolo al Corriere della Sera (20 giugno).
Se si mette intorno a un tavolo, Prodi al massimo scopre la prigione dove tengono Moro.
´ «C’è il massimo rispetto per le imprese e il lavoro autonomo», dice Vincenzo Visco al Corriere della Sera (20 giugno).
Rispetto o dispetto? C’è un refuso?
´ «Walter Veltroni è l’uomo che ai consigli d’amministrazione preferisce le visite ai bambini malati in ospedale», dice Jacopo Tondelli sul Riformista (22 giugno).
Non ci sono più i comunisti di una volta, che preferivano mangiarseli sani.
´ «Con Veltroni ci si può parlare senza essere intercettati», dice Cesare Salvi al Manifesto (22 giugno).
Anche l’area lupi della magistratura non perde tempo, intercetta solo chi dice qualcosa.
´ «Il dottor De Gennaro è capo di un’istituzione delicatissima, non può essere deligittimato in Parlamento», dice Luciano Violante alla Stampa (23 giugno).
Mica è capo della Guardia di Finanza.
´ «Mai visti tanti banchierie e finanzieri così chiacchieroni», dice Giuseppe Turani sulla Repubblica (25 giugno).
È l’outsider trading.
´ «San Giovanni che solo un mese fa grondava dei toni omofobici e livorosi del Family day, è stato conquistato da centinaia di migliaia di persone che hanno portato lì la loro gioia di esserci», dice Gianni Rossi Barilli sul Manifesto (17 giungo).
Tanta gioia di esserci e neanche una goccia di livore. Affettuosità in particolare per Opus Dei e Papa.
´ «Da quelle intercettazioni emerge un’idea della politica a dir poco avvilente», dice Nicola Rossi sul Corriere della Sera (20 giugno).
Parla una mammoletta che lavorò alla famosa merchant bank di Palazzo Chigi dopo il 1998.
´ «Crisi sociale che matura da 27 anni, dalla sconfitta alla Fiat», dice Paolo Ferrero al Manifesto (20 giugno).
Un’analisi lucidissima anche se un po’ trascura lo choc subito dai romani nella battaglia di Canne.
´ «Non ci sentiamo e non siamo protetti dalla politica», dice Corrado Passera al Sole 24 ore (21 giugno).
Quanto è vero. Piuttosto è un bel pezzo di politica che si sente protetta da Banca Intesa (ora Intesa San Paolo).

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