Vitral (non Fc)
Sandro Magister, vaticanista dell’Espresso, riporta on-line un’inchiesta sulla stampa cubana di “Reporter senza frontiere” del 25 giugno scorso. L’eccezione della Chiesa mette in evidenza come «nel generale e ferreo controllo sui media, la dozzina di giornali pubblicati dalla Chiesa cattolica sono l’unico spazio che il regime di Fidel Castro consente alla libertà d’espressione». Palabra Nueva e Vitral sono i più dissidenti. Vitral è diretto da Dagoberto Valdés, ingegnere agronomo ridotto dal partito a tagliatore di palme, che gode dell’appoggio del vescovo Gonzàles, e che, a seguito di una feroce campagna mediatica promossa contro di lui dal regime, il Vaticano ha chiamato nella propria Commissione per la Giustizia e la Pace. Il rapporto conclude: «Questa eccezione ha i suoi limiti. Poche copie dei giornali vengono stampate e le risorse tecniche scarseggiano. Tolta Vitral, nessun’altra pubbicazione critica apertamente il regime, per paura di essere chiusa o di mettere in pericolo i rapporti già difficili fra la Chiesa e lo Stato». Ma Valdés afferma: «Quando il totalitarismo sopprime tutte le libertà, lascia una libertà ultima, quella di vivere quest’assenza di libertà con dignità e creatività. È quello che fanno questi uomini della libertà in questo campo di concentramento di 110mila km quadrati».
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