Vittorio Agnoletto
Domenica si festeggia il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Lei, neoeletto al Parlamento europeo, è tra quanti denunciano gli Usa come il bastione del capitalismo sfruttatore. Non perde occasione per condannare il supposto e deprecabile unilateralismo del governo americano e, insieme ai Suoi compagni, ci spiega come l’azione di quel paese sia ovviamente istigata dai poteri economici, mostri tentacoli disposti a spargere sangue innocente pur di ottenere il danaro sterco del demonio. Agli Stati Uniti si contrappone l’esempio europeo. Eppure il reale, si sa, è sempre più complesso delle semplificazioni che ciascuno di noi si crea per comodità, noncuranza o peggio. Sarà utile ricordarci allora che, ad esempio nel realizzare accordi commerciali con la Cina, diverse ditte americane – molto più concretamente di quelle europee – ad ogni firma di contratto mettono alcune condizioni: un salario dignitoso per gli standard cinesi; una mensa pulita; dormitori con non più di 6 persone per stanza; la liberazione di qualche dissidente o di qualche vescovo o prete. Chiedono talora la costruzione di qualche chiesa. Dal Parlamento europeo, Lei potrà lavorare perché l’Ue faccia altrettanto, non faccia più come il Suo candidato premier Romano Prodi che nel gennaio scorso ha sostenuto la richiesta francese di togliere l’embargo sulla vendita di armi alla Cina, e non abbandoni gli Usa all’unilateralismo democratico nei rapporti con la dittatura cinese.
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