Viva il Papa!
Conosciamo qui parecchi di quei ragazzi italiani che hanno messo da parte durante l’anno le “mancette” del papà in vista di Toronto. E adesso sono là, al seguito del Papa, a un appuntamento parecchio global, fissato già due anni fa, nell’oceanico raduno del Giubileo romano. Perché, giustamente, si parla di un Papa che continua ad affascinare i giovani? Perché un uomo male in arnese, stanco e provato dagli acciacchi di un morbo che lo fa tremare come un fuscello, provoca tanta simpatia anche nel più estraneo degli adulti? Perché il popolo, qualunque sia la religione e la politica che professa, l’economia che lo schiaccia, la latitudine in cui vive, guarda a Giovanni Paolo II con affetto e speranza? Perché la parte più intelligente e inquieta anche delle élite trovano curiosità e conforto nella gigantesca figura di un Pontefice che ha fatto non si sa quante volte il giro del mondo? Vi dice niente, Gesù Cristo, ovvero la pretesa di trattare in modo serio e definitivo la felicità e il destino dell’uomo, affari di cui non parlano più nemmeno i preti, tanto sono presi a zuzzurellare per le apocalissi mistiche, la Parola, i mercatini equo-solidali? No, non vi direbbe più proprio niente, Gesù Cristo e tutto ciò che discende da Lui, se non fosse per un Papa così e per tanti piccoli, umili, infinitesimali, uomini e donne del popolo, che in quel nome, pur vivendo come tutti pienamente integrati nella carne, documentano in questo mondo un’impresa di vivere che non è solo della carne. Dice niente Teresa di Calcutta o le tanti madri (come un certa trentenne di Erba e una certa ventenne favelados di Rio de Janeiro) che nonostante un cancro, scelgono di sacrificare la vita per dare la vita ad altri? Dice niente, forse, a chi la sa lunga e sente tante cose e non sa amore e non si è sentito almeno una volta, amato. «Socialismo, questo cristianesimo dall’esterno», diceva il grande teologo ortodosso Olivier Clément nel bel mezzo della sbornia sessantottina. «Solidarietà, questo surrogato dell’amore» dovrebbero oggi dire almeno i Vescovi (e dice invece solo quasi il cardinale Joseph Ratzinger). Ecco perché interessa questo Papa. Egli non ha bisogno né di socialismo, né di solidarietà, per farci vedere realizzato nella sua persona il sogno della giovinezza.
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