Voglio uno sport spericolato
Guarda, guarda: che succede? Ma non è una novità! Il doping nello sport professionistico è la normalità!
Se ne è parlato tante volte, anche dalle colonne di questo giornale e di per sé non ci sarebbe nulla da aggiungere se non fosse che l’ipocrisia degli addetti ai lavori e la protervia dei magistrati (che non fanno altro che applicare la legge 376/2000 approvata da politici trasversalmente bolsi) preda di convulsioni etico-decoubertiniane, ha raggiunto livelli insopportabili.
Siamo realisti, aboliamo la 376
Lo sport professionistico dovrebbe essere regolato da una normativa, in materia di doping, che tiene conto della realtà. E la realtà è che lo sport professionistico è fonte di lavoro e di profitto e ciò non è illecito, né immorale. Il profitto, lecito in ogni ambito lavorativo, è legato al successo agonistico e ciò induce all’uso di sostanze farmacologiche che lo favoriscano. In questa rincorsa al profitto, di cui gli atleti sono i primattori, l’unica preoccupazione deve essere la salute dell’atleta, non un concetto astratto di pauperismo sportivo. Il pugno di ferro andrebbe utilizzato contro i delinquenti e gli imbecilli narcisisti che lo utilizzano in ambito giovanile e dilettantistico-amatoriale.
Un nuovo “Contratto per lo Sport”
La pratica del doping, oggi illecita, diviene immorale quando in nome della performance si calpesta la salute dell’atleta. Paradossalmente, se il doping in ambito sportivo professionistico – e solo professionistico – fosse reso lecito e regolamentato da una legislazione che, immaginiamo il preambolo di una nuova legge che superasse la 376, «permette di dichiarare sostanze e quantitativi di esse utilizzate per migliorare le performances», gli atleti correrebbero meno rischi di quanti ne corrano oggi con una normativa astratta e ipocrita. Il doping non è il cancro dello sport professionistico, ne è la inevitabile, anzi verrebbe da dire, la naturale conseguenza. Proviamo a pensare al mondo del lavoro: il doping è la norma. I lavoratori che hanno mal di testa, mal di gola, l’allergia o sono semplicemente stressati, per ottenere le loro performances lavorative, assumono sostanze che li porterebbero dritti dritti da Guariniello.
Nessuno si sogna di denunciare l’artigiano brianzolo che per riuscire a lavorare 15 ore al giorno ed effettuare in tempo le consegne si aiuta con guaranà, caffeina o quant’altro. Mentre oggi gli atleti che si dopano sono trattati da delinquenti.
La Gazzetta della Purezza
Ho conosciuto personalmente campioni che hanno scritto pagine indimenticabili dello sport mondiale, che hanno assunto, per ottenere le loro prestazioni, sostanze dopanti e sono persone squisite che non mi sognerei mai di considerare sleali, o peggio criminali. Il campione, nello sport moderno, è la parte emergente di un sistema complesso costituito da allenatori, fisioterapisti, medici, massaggiatori, tecnici che operano a vario titolo, che costruisce e permette all’atleta stesso ed in collaborazione con esso la prestazione. In Europa – ed in Italia in particolare – il vero problema, relativamente al doping nel mondo sportivo professionistico, è di tipo culturale. Si lega il concetto di prestazione sportiva al concetto di purezza. In un mondo in cui tutto è dopato, manipolato ed inquinato, dagli omogeneizzati per i bambini ai prodotti che migliorano l’erezione, si cerca disperatamente la purezza e si spera di trovarla nella figura e nell’impresa del campione che assurge alla condizione di semidio, in cui chiunque si possa identificare.
Come ti promuovo il doping
Se accettiamo la realtà, ovvero che il campione sportivo è un tipo particolare di lavoratore, ma pur sempre lavoratore, si rompe il giocattolo della proiezione e dell’identificazione. Il doping ha un grande merito: restituisce il campione alla normalità e svela la falsità della deificazione delle imprese degli atleti. Una modesta proposta che potrebbe irritare qualche moralista alla “Io non ci sto!”: anziché squalificare gli atleti che si dopano, perché non dare ad essi la possibilità di pubblicizzare i prodotti che li aiutano ad andare più forte, specificando le dosi da non superare per non incorrere in problemi di salute?
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