Vota il sondaggista
Mancano pochi mesi alle elezioni politiche e non è umanamente possibile assistere, all’inizio dell’autunno, a una vera e propria rissa dei sondaggi per una scadenza elettorale che è prevista per la primavera del prossimo anno. Siamo diventati così vecchi e così legati alle Prima Repubblica per ritenere che, magari, un simulacro di programma potrebbe essere decisivo nella scelta del voto? Viviamo personalmente tra un centro-destra che ci ha deluso e un centro-sinistra che ci fa sempre impressione (negativa). Come è possibile comportarsi davanti a un’urna? Ma soprattutto come è possibile che, per otto mesi, si debba solamente prevedere che il dibattito (politico!) venga sostituito dall’approssimativa analisi di quelli che spiano gli umori dell’opinione pubblica? Alla fine sarebbe meglio votare per Crespi o per Mannheimer.
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