«Voto Cof se mi dai RE». Commerci Ppi
Le alchimie politiche della sinistra emiliana sono tutte in subbuglio a causa del Cinese paracadutato a Bologna. Dopo Tangentopoli e la scomparsa della Dc, lo schema classico emiliano a sinistra era grossomodo questo: i sindaci ai diessini, più di 200 su 340 Comuni, le Province, tranne eccezioni, ai Popolari, nonostante il loro scarso peso elettorale. Dopo l’imprevista bufera Guazzaloca, si era tuttavia ipotizzato un rovesciamento. Se la Regione doveva restare a guida diessina – l’attuale ravennate Vasco Errani -, allora Bologna deve andare ad un esponente della Margherita. Sembrava cosa fatta ed invece ecco la sorpresa Cofferati. Il “briscolone”. Proprio in casa Prodi. Scoppiano mal di pancia al centro e da molte altre parti. Gli ex Ppi emiliani decidono allora di alzare, e di molto, il prezzo del loro incerto appoggio al Cinese, “stressando” e mettendo a dura prova i nervi dei diessini. Per compensare l’innaturale connubio col Cinese a Bologna vogliono nientepopodimeno che Reggio Emilia. Una città, non più una Provincia. Il cuore rosso che più rosso non si può, la cassaforte economica, il simbolo di comunismo surrettizio non fallimentare, la patria dei buoni asili socialisti, dove i compagni non hanno quasi bisogno di alleati né a sinistra né al centro. Non è cosa facile. Ma dopo mesi di inusuali e violente polemiche sulla stampa gli ex Ppi, orchestrati da Pierluigi Castagnetti – che qualcuno dà per futuro candidato alla Regione qualora Cofferati vincesse – non mollano. Vogliono sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, attuale presidente della commissione sanità della Regione. La casella reggiana tiene fermo tutto il puzzle da Piacenza a Rimini, ma alla fine gli ex Ppi la spuntano: Delrio è cosa fatta. Anche se fare il sindaco, con un tal benvenuto, non sarà facile nella “rossa” Reggio. A riprova del temperamento reggiano, il sindaco uscente e non ricandidabile causa doppio mandato, Antonella Spaggiari, strepita e smuove mari e monti per avere una buonuscita di rilievo. Arriva a dire sui giornali, creando scompigli a Bologna, che sarà la prossima candidata alla presidenza della Regione. Qualcuno quasi quasi ci spera, per ottenere un effetto-Bartolini, la candidata che perse contro Guazzaloca. Alla fine Spaggiari s’accontenterà forse di uno scranno all’europarlamento. Gli amministratori di sinistra che hanno servito la loro “patria” vogliono sempre la loro parte.
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