We were soldiers
La rievocazione di una delle battaglie più cruente nel Vietnam.
Erano soldati. Erano eroi. Erano attori. Soprattutto uno, Mel Gibson lontano parente di quella star che diede vita a Braveheart, capolavoro di fierezza e spirito religioso. Lo abbiamo esaltato nelle sue gesta contro gli inglesi, salvo poi ricrederci trovandolo impegnato in filmetti deboli (Payback), filmacci guerrafondai (Il patriota) o in fiction pseudotelevisive, (What Women Want). Infine lo ammiriamo prodigarsi per il bene della Patria in un film di guerra. Mel è uno con gli attributi. è un colonnello pluridecorato, padre di famiglia, cattolico e con un grappolo di figli. è un condottiero coraggioso, tratta con dolcezza i propri subordinati, che bombarda di discorsi paternalistici. è un uomo perfetto, senza macchia. È un eroe. Peccato che il film faccia schifo. Sarà per le badilate di retorica che sopravanza minuto dopo minuto, battuta dopo battuta. Sarà perché dopo venticinque anni di film sul Vietnam è rimasto effettivamente poco da dire. Sarà perché il cast è assemblato male e diretto peggio. Sarà perché una regia inesistente pensa più a scopiazzare male grandi classici che a portare avanti il compitino. O semplicemente, sarà perché il bel Mel, ha sbagliato il film. Per l’ennesima volta.
di R. Wallace
con M. Gibson, M. Stowe
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!