Esteri
La Tepco ha dichiarato che "difficilmente" partirà oggi il sistema di raffreddamento del reattore numero 2. Nei reattori 5 e 6 la temperatura ha raggiunto livelli quasi normali. Continua a salire il numero delle vittime: oltre 20 mila il conto ufficiale, ma la polizia ha dichiarato che nella sola prefettura di Myagi si contano 15 mila morti
Ieri sera è partita la missione della coalizione internazionale «Odyssey Dawn», che finora ha previsto frequenti attacchi con lancio di missili e bombe su Tripoli da parte di navi e caccia. L'obiettivo è di far rispettare a Muammar Gheddafi il cessate il fuoco e la no-fly zone decisa dall'Onu. Il rais: «Il Mediterraneo è diventato un campo di battaglia»
Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Il cardinale: «Il perdono evangelico vale sempre, ma nel momento in cui io sono macchiato da una ingiustizia ho il dovere di intervenire. Per quanto riguarda la situazione in Libia, per adesso mi sembra troppo complessa per esprimere un qualche giudizio»
Gli uomini di Muammar Gheddafi hanno sferrato un attacco alla roccaforte dei ribelli, Bengasi, violando il cessate il fuoco pronunciato ieri e la no-fly zone imposta dalla risoluzione 1973 dell’Onu. Durante i bombardamenti, i ribelli hanno abbattuto un jet. Oggi pomeriggio a Parigi la comunità internazionale decide le modalità dell’attacco
Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato con voto bipartisan unanime la risoluzione che dà mandato all'esecutivo ad agire in base alla risoluzione 1973 dell'Onu sulla Libia. La Russa: «L'Italia interverrà con basi e aerei ma non via terra». Frattini: «Il trattato di amicizia tra Italia e Libia rimane per chi verrà dopo Gheddafi»
Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali, spiega a Tempi.it perché l'Italia deve intervenire a fianco della comunità internazionale: «Se non lo facciamo, avremo due nemici: i ribelli di Bengasi e i paesi dell'Onu. Anche se Gheddafi non attaccherà le nostre basi come nel 1986, che vinca o meno, non farà più scambi economici con noi: ci rimettiamo in ogni caso»
Nel pomeriggio giapponese dovrebbe essere ripristinata l'energia elettrica nella centrale atomica di Fukushima e quindi i sistemi di raffreddamento dei reattori dovrebbero parzialmente tornare in funzione. Intanto fallisce il secondo tentativo di raffreddare il reattore numero tre con gli elicotteri. Il tasso radioattivo è salito a 3.000 microsievert l'ora intorno alla centrale. Il bilancio aggiornato e sottostimato: 5.321 vittime, 9.329 dispersi
Approvata la risoluzione 1973 con 10 voti a favore e 5 astenuti. Previsto l'uso di «ogni mezzo» per proteggere i civili contro le forze di Gheddafi. Il rais minaccia rappresaglie: «Ogni azione contro di noi esporrà a pericoli il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo». L'Italia mette a disposizione le sue basi