Letta va a sinistra, Calenda attira gli elettori al centro. Entrambi mirano a cambiare la maggioranza dopo il voto. Salvini-Meloni-Berlusconi non si facciano fregare
L'unità in politica è un valore, ma stavolta bisogna fare i conti con la realtà, quindi prima le persone, poi i partiti. Lettere a Tempi in vista del voto del 25 settembre
“Più società, meno Stato” è la nostra posizione. Siamo minoranza, ma pur sempre minoranza creativa, piena di idee e di persone con la giusta “garra” per cambiare le cose
Atlantismo, svolta confederale per l’Unione, difesa dell’interesse nazionale per rafforzare l’euro: così un governo Meloni potrebbe rispondere alla “sfida della serietà”
La campagna politico-culturale del quotidiano fondato da Scalfari è martellante. Prende di mira Fdi, evocando inesistenti spettri fascisti, per nascondere le magagne della sinistra
«Meloni è pronta per governare. Il Pd è preoccupato solo di mettere insieme una coalizione per giocare la partita, a prescindere dalle idee di fondo. Vi spiego il nostro ruolo nella coalizione». Intervista al leader di Noi con l'Italia
«Calenda è una costoletta del Pd, non mi stupisce la sua scelta: il centro in Italia non esiste. A destra vedo sana competizione, il M5s è tornato a sinistra della sinistra. Draghi aveva esaurito la spinta». Intervista a Maurizio Sacconi
Riflessioni con Del Noce sull’autentica «posizione politica del cristiano» (rivoluzionaria o conservatrice?), in margine a una perfetta osservazione di Ernesto Galli della Loggia
Se la politica non farà le riforme istituzionali qualunque nuovo esecutivo avrà vita breve. «Le soluzioni tampone dei governi tecnici non sono state risolutive». Intervista al costituzionalista Giovanni Guzzetta