Il generale Giorgio Battisti sulla missione europea a guida italiana Aspides: «A minacciare il Mar Rosso è molto più che una formazione di “ribelli”. È in corso una proxy war di una proxy war»
Manifestazione per la Palestina e contro Israele e Stati Uniti a Sana’a, la capitale dello Yemen controllata dai cosiddetti ribelli Houthi, 8 marzo 2024 (foto Ansa)
La crisi nel Mar Rosso si fa sempre più intensa dopo l’avvio dell’operazione dell’Unione Europea Eunavfor Aspides. Nelle ultime settimane, i miliziani sciiti Houthi che controllano il Nord dello Yemen, appoggiati dall’Iran, sembrano aver alzato ulteriormente il tiro, coinvolgendo direttamente gli assetti navali dei paesi che partecipano alla missione: Francia, Germania, Grecia e Italia.
Intervistato da Tempi, il generale Giorgio Battisti, ex comandante del Corpo d’armata italiano di Reazione rapida della Nato e analista militare, ricorda che la missione, guidata a livello tattico dall’Italia, è la prima operazione militare dell’Unione Europea che ha una configurazione “combat”, ancorché difensiva. Infatti prevede l’utilizzo delle armi per reagire a eventuali attacchi, appellandosi all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite che riconosce naturale il diritto di autodifesa, da parte degli individui così come da parte di formazioni militari.
I primi “ingaggi” delle navi europee
I fatt...